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Seicento euro da un sogno
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martedė, 12 febbraio 2008 11:08 |
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Ho misurato la distanza che mi separa da un sogno. E dista esattamente seicento euro. Non un centesimo di più. Non un centesimo di meno. E tutti, maledetti e subito.
Entro il 21 di Febbraio. Ed è inutile dirlo, non ho alcun modo di coprire questa distanza in così poco tempo.
Questo sogno ha un nome: Farfisa Compact. Questo sogno ha una storia, inizia degli anni ’60. Questo sogno ha una voce: cheesy sound, lo chiamano gli anglofoni. Questo sogno ha una forma, ed è questa:

Questo sogno ha coinvolto i maggiori artisti musicali dagli anni '60 in poi... ed è la voce che è possibile sentire in molti dischi storici dei Pink Floyd, dei Doors, dei Van Der Graaf Generator, e in moltissime colonne sonore dei film del Cinema Italiano dagli anni '60 fino alla fine degli anni '70.
Io a quest'organo ci sto facendo la corte da una decina d'anni. A maggior ragione da quando un gruppo di miei amici riuscirono a trovarlo (con gran botta di culo!) nel magazzino di un negozio di strumenti musicali che anni prima aveva applicato una promozione per la vendita di tastiere musicali con la permuta delle vecchie "pianole".
Non avete idea di cosa si può trovare negli scantinati delle case della gente! Il bello è che lo stesso oggetto non ha lo stesso valori per tutti. E quello che in realtà è un vero pezzo di storia dal valore inestimabile per molti è solo la vecchia pianola dei ragazzi ormai cresciuti, e per questo buttata in un cassonetto (e quindi finito sfracellato in qualche cassonetto) o alla villa in campagna, tra le fascine della legna e l'erba alta a far da nido ai topi.
E così quando il gruppo si sciolse uno di loro lo ebbe in eredità e l'ha sempre custodito gelosamente. Fino a ieri. Quando facendogli la corte per l'ennesima volta, mi ha detto che dal momento in cui lui si sta trasferendo e gli servono soldi (classico!!!) è disposto a cedermelo per la modica somma di seicento euri, tutti maledetti e subito, tempo fino al 21!
Scatta già il count-down! Ma inutile anche pensarci: non ho una lira scannata! E neppure ho modo di farla da qui a tempo indeterminato! Con un reddito mensile che si aggira intorno ai 105 euro, e deve andarmi bene, ho poco da potermi permettere anche qualunque forma di prestito a breve termine.

Chi l'ha detto che i soldi non fanno la felicità?
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La Dolce Vita
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venerdė, 25 gennaio 2008 01:44 |
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(video offerto da Lasarcasticavale - istantaneamente)
La dolce vita sta bene anche a me: mi trucco ancora un po' di un sorriso finto/ironico. Mi guardi e ridi sul letto nuda; so che sapresti illuderci, salutarti non sarà semplice. Pensa se poi venissero a seppellirti di domande a dirti veramente cosa sono.
La dolce vita è stile per me: mi trucco ancora un po' di un sorriso malinconico. E fissi il vuoto, ti estranei da me; comincia presto piccola non è questo quel che meriti. Pensa se poi, mentre sparo, io ricordassi in un istante il sesso delle voci mentre volavamo.
La dolce vita mi porta con sé; comunque vada sparirò, ovunque vada... Mi sdraio accanto "ti amo di più" i tuoi capelli sono lunghissimi, il tuo seno è troppo morbido "Forza, alzati! Vai via da me! Resti soltanto una Puttana!" Ti alzi, piangi; scappa, salvati...
(Elettronoir)
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Vedi Napoli...
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sabato, 12 gennaio 2008 03:43 |
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...e poi torna che devi raccontarlo a tutti! Più o meno è quello che ho fatto io. Ci sono andato e sono tornato. Ed ora posso finalmente dire di [essere sicuro d']aver mangiato la pizza napoletana. E non una semplice pizza napoletana in una semplice pizzeria napoletana... manco per il fringuello!!!
Qui si sta parlando della Pizzeria da Michele (e qui un coro di sticazzi ci sta proprio bene! Invidiosi!). Ma se lo fate non capite un cazzo! Ma andiamo con ordine... torniamo indietro di qualche ora anche perché, come voi ora (e se non è vero, almeno fate finta e reggetemi il gioco dialettico), anche io mi sono chiesto: ma che cacchio ci faccio a Napoli? Credo sia successo il pomeriggio prima, quando Patrizienrico "Lucci" mi chiama per dirmi: "Che fai domani?"
Ora, io un po' questa domanda la odio perché preannuncia una qual certa forma di proposta. Se la proposta piace allora non ci sono problemi... ma se poi la proposta non piace... a volte mi capita di non essere in grado di dire di no, giusto perché la gente non è brava a sentirselo dire. E ci rimane pure male. Quindi si tende a tirar fuori una scusa abbastanza plausibile da essere vera, e poco credibile quel tanto che basta per far capire che stai trovando una scusa. E se alla domanda a trabocchetto rispondi "nulla" sei fregato, perché non hai più scuse per declinare. E quindi trovi la prima scusa che ti passa per la testa e lì è sicuro che ti sgamano subito. Ovviamente se la prendono a male ancora peggio: che cavolo, manco una scusa decente sei in grado ti trovare, almeno impegnati! Io poi che sono bravo a mentire manco per un cazzo, mi faccio sgamare subito. E ci faccio pure la figura dell'idiota.
Ecco perché a domanda a trabocchetto, ho imparato a temporeggiare con altra domanda a trabocchetto. Che fatto in un certo modo, che mi esce molto raramente diciamolo, passo pure per figo!
"Ma... ti dirò... a dire la verità qualcosa da fare ce l'avrei... - (che poi è anche vero in un certo senso, soprattutto il mercoledì sera quando c'ho trasmissione) - Perché? Che mi proponi?". Ecco... detto così è anche credibile, fai lo splendido, e dai pure il priscio di essere interessato alla cosa qualunque essa sia (che poi spesso lo sono davvero). E metti il tuo interlocutore nelle condizioni di essere pure lui figo.
"Che ne dici di andare a Napoli? Partiamo domani all'ora di pranzo, passiamo da Salerno dove ho da prendere una L1 che ho appena comprato, e poi andiamo a Napoli! Usciamo la sera, dormiamo a casa di mia madre, e la mattina dopo ripartiamo per essere a Martina per il pomeriggio, pronti a girare!"
Bé... voi che avreste fatto? Vabbé non fa testo: io ho decisamente ponderato il programma come niente male. E come tale, ho detto: "Perché no!" Così il giovedì a pranzo eravamo sulla strada per Napoli. Viaggio filato liscio e tranquillo nonostante la solita pioggia e il solito vento che è raro non trovare su quella strada! Tante chiacchiere, tanti discorsi seri molti dei quali non portati a termine per via dell'ipertesto... Parli, tiri fuori un particolare o una divagazione, ti ci fissi, la segui fino alla successiva divagazione, o a un altro particolare, ti ci fissi, e lo segui fino al successivo e perdi di vista il discorso principale al punto tale che ti ritrovi a chiederti di cosa si stesse parlando. E il più delle volte, te lo ricordi pure!
Però, non siamo ancora così rincoglioniti dopo tutto! Peccato solo che i road-movie che hanno per protagonisti dei trentenni sono ambientati tra Marrakesh e l'America. E noi tra le eoliche della Basilicata, che a ben guardare se ci stai attento, in Basilicata non ci trovi granché. Fatta eccezione forse per la carne di Laterza, quella che si mangia (possibilmente in giorni infrasettimanali se no trovi folla e possibilmente non prima di martedì-mercoledì che sono cioé i giorni in cui fanno il carico di merce fresca)... e quella sempre fresca delle Lucane che non sono affatto male.
Chissà perché quando siamo passati da Tricarico, ho come avuto una tempesta ormonale che mi ha portato ricordi piacevoli, di lontani strange days estivi, e una mezza erezione! Ah... se sapeste... quante mazzate prenderei!  Si arriva quindi a Salerno nel pomeriggio, ci si perde sul perimetro della Città Universitaria, perché ovviamente Totore Satellitare non sa dove portarci ma fa finta di saperlo e tutte le volte ci convince pure finché come tutte le volte non ci siamo persi e dobbiamo fermarci per chiedere per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? Si ritrova la strada, si rintraccia il venditore, si compra la bestiolina che solo l'obbiettivo vale più della macchina stessa e per questo è un vero affare che se poi vai a prendere la macchina solo per l'elelettronica tutto quello che ci guardagni in risoluzione e il resto lo perdi con l'obiettivo e tutti discorsi di questo tipo.
E quindi si va a Napoli dai parenti, i suoi non i miei che i miei chissà dove stanno che non li vedo da più di 15 anni e ancora di più sono gli anni che non metto piede a Napoli! E qui apro una piccola parentesi: avete presente tutto il casino dei rifiuti e le varie polemiche che sindaco e governatore e tutti gli altri e che pure quello deve dimettersi no prima tu no prima tu é vabbé mò rimaniamo tutti e due... Bene, 15 anni di televisione mi avranno pure insegnato qualcosa. Che poi ne parlano spesso i giornalisti seri e indipendenti da Travaglio a Articolo 21... E cioé che prendi uno stadio vuoto, mettici una ventina di persone, fai una inquadratura stretta, e sembrerà che lo stadio sia stracolmo di gente. O come per gli interventi di Berlusconi al Parlamento Europeo: fai il suo primo piano mentre parla a una auditorio praticamente vuoto, poi montagi le immagini della folla che ha applaudito "Coffee" Hanan quella mattina, e sembrerà che Silvio abbia davvero il successo che dice di avere perché tanto lo dicono le statistiche, quelle che si fa fare lui su ordinazione non si sa da chi, che se poi vai a fare bene i conti va a finire che il 120% degli Italiani è con lui mentre il restante 45% non ha capito la domanda (gli altri hanno mandato a fare in culo l'intervistatore).
Che poi a proposito non so se sapete quella del colloquio tra Condolenza Rice e Sorcio Bush:

Stessa cosa per i rifiuti: fai dei campi strettissimi sulle montagne di pattume che trabocca dai cassonetti, e sembrerà davvero che la città affoga nei rifiuti. Poi ci passi dal vivo e ti accorgi che Napoli comunque è una città che sta abbastanza bene, che tutti i rifiuti non sono neppure lontanamente come quelli che invadono Taranto ogni tanto quando l'AMIU se ne va in protesta.
Vabbé senza farla tanto lunga, tutta sta emergenza io non l'ho vista... che vabbé che sono 15 anni che dicono che c'è e mi sfugge come possa esserci qualcosa da 15 anni ed essere chiamata ancora emergenza... forse è una di quelle notizie che tengono in un cassetto e la tirano fuori quando più serve... Ma mi sembra strana come cosa: di solito le notizie per distrarre la gente dalle cose serie le inventano sul momento sulle cose nuove che anno. E male che vada c'è sempre un servizio sulle nuove mode in ufficio o sui cappottini dei cani.
Si giunge quindi a Napoli. E ovviamente il primo pensiero è quello di mettere un po' di cibo nello stomaco perché quando viaggio io preferisco restar leggero ma poi non è vero niente se mi porto un ippopotamo me lo mangio al primo autogrill e continuo a mangiarlo finché non si arriva a destinazione. Quindi meglio che non mi porto nulla così evito di scazzicarmi la fame. E qui vi mando giù un po' degli sticazzi che mi sono arrivati prima! Giungiamo alla celeberrima "Pizzeria da Michele". Trattasi della pizzeria più famosa di Napoli: in attività dal 1870, è forse la più antica di Napoli... e quindi d'Italia... e pertanto, del Mondo. Ma anche se me lo sto inventando io, sta di fatto che solo chi c'è stato può capire e chi non c'è stato si può solo stupire! Si dice che la pizza, se non l'hanno inventata proprio qui, poco ci manca... Magari non è così ma sapete quanto me ne frega! La particolarità di questo posto è che nonostante sia relativamente piccolo, all'ora di pranzo e all'ora di cena c'è sempre una spaventosa fila fuori alla porta. E la gente prende il numerino per entrare. Eppure non si aspetta più di una qualsiasi altra pizzeria!. Noi abbiamo aspettato un'ora o poco più... ma ne è valsa la pena! Siamo riusciti a entrare con non molta difficoltà che erano già le dieci e mezza di sera. Ci siamo seduti a incastro tra i tavolini di marmo grazie alle indicazioni del cameriere, esperto campione di Tetris: tu allarga le braccia, siediti lì! Tu, mettiti a L, affianco! Durante l'attesa ero proprio indeciso se prendere una sostanziosa capricciosa-senza-carciofi o una semplice margherita giusto per la prima volta in modo da poter assaggiare la pizza come è fatta davvero. Una volta al tavolo, però. l'imbarazzo della scelta è venuto a mancare. Lì puoi scegliere se la vuoi normale, grande o doppio condimento: esiste solo la margherita. O tutt'al più, alla marinara. Ed effettivamente è giusto che sia così: la pizza nasce margherita, e così deve rimanere se si vuol sentire cosa stai mettendo sotto i denti. Ordinata pizza grande, ovviamente. Nell'attesa, mentre mi sono caduti gli occhi nella scollatura di una tizia davvero caruccia seduta al tavolino di fronte, dalla quale ho potuto uscirne solo arrampicandomi sui suoi occhi e lì sono rimasto perché anche lì non scherzava (ah, buon sangue partenopeo!), mi sono applicato su una poesia in lingua indigena affissa al muro tipo stele di Rosetta, in cui traducendola con non molta difficoltà ho potuto apprendere la filosofia della pizza napoletana: quando ci sono i soldi, pure i poveri vogliono comandare, e allora ti chiedono una pizza con le vongole e le cozze e un uovo sodo sopra e lo stock ad annaffiare il tutto al punto che loro esclamano eh che è! Ma è una pizza o un papocchio? Perché la pizza napoletana ha solo un nome: margherita! La pizza te la portano fumante in un piatto che di suo è già grande, ma non abbastanza da contenere tutta la pizza nel suo massimo splendore: se traborda da fuori di qualche centimetro, ti è andata male, è uscita piccola più del solito! Anche perché a quell'ora l'impasto è quel che è, praticamente il fondo! Giusto qualche grado di raffreddamento per andar al di sotto della temperatura di fusione della mia bocca, bordo non molto altro, soffice, strato sottilissimo... e le parole qui smettono di avere senso e più non possono assolvere al loro compito. Alle undici di sera, c'era ancora gente fuori: noi abbiamo appena fatto in tempo a ordinarne un'altra da dividere, che l'impasto è finito e hanno chiuso le porte. Questo si sapeva: chi c'è c'è, chi non c'è non c'è!
Questa è la pizza a Napoli. E io chissà se adesso, riuscirò ancora a mangiare una comunissima pizza de noi antri senza rimanerne terribilmente insoddisfatto!
Abbiamo concluso la serata andandocene a spasso per Napoli, anche perché Patrosto essendo di lì, voleva vedere le strade di quando era piccolo: eh si, pure la malinconia dei trentenni da road-movie c'aveva. A Patrì, ma che t'affliggi che stiamo a tre ore da casa! Manco se fossimo veramente su Harley persi sulla Route66 o tra qualche duna di Marrachesciespressa (scusate il napoletanismo, ma ho un quarto di geni nel sangue e mi si attizzano subbito appena sento l'aria del golfo!).Maschio angioino, lavorincorso, pattume, scaviqui scavilì, pattume, resti romani, Arimaschioangioino, salita discesa, scavilì scaviqui, lavorincorso... Napoli è tutta uno scavo: stanno facendo la metropolitana e io ovviamente, ho pensato al disco di Bennato in cui lui ha messo il progetto che fu la sua tesi di Laurea in cui egli presenta una soluzione per far sì che la linea interessi anche i quartieri di periferia. !  A un certo punto, vicino a una galleria che ti entra dentro la montagna, mi vedo una barca parcheggiata in mezzo alla strada. Non ci faccio neppure caso: qui nulla mi stupisce. Se non fosse che Patroclo mi fa notare di quale barca sia: il Mascalzone Latino. E sti cazzi qui non ce lo volete mettere? Bé se lo fate, non capite un cazzo, direbbe qui un appassionato di vela. C'è qualcuno tra noi qui appassionato di vela? No. Bene: sticazzi Certo però, che vedersi un barcone di quelli proprio sotto al muso per strada, di notte, fa un certo effetto. Perdendoci tra quelle strade poi ho capito perché i presepi di Napoli non assomigliano molto alle alture di Betlemme: perché Napoli stessa è un immenso, stupendo presepe! Mi sono quasi sentito un Re Magio.. di nuovo! Questa è una persecuzione! Basta! Voglio una schfogliatella! Siamo a Napoli! Non sarà difficile trovare una sfogliatella alle 3 di notte... Ma forse i bar aprono alle 3 solo a Taranto, città di mare e di acciaieria e di polizia al cambio turno e di autisti che montano e spazzini che smontano. Perché a Napoli se c'era un bar aperto a quell'ora, non l'abbiamo trovato!
Si cerca un po' di movida dai! Ecco quindi Piazza Plebiscito. E da qualche parte qui dev'esserci il balcone di una mia ex... o meglio, una che è stata con me per qualche minuto prima di ripensarci... çest la vie mon trésor! E di nuovo in macchina! Per le strade di Napoli! E si arriva quindi ad una piazza piena di giovani! Forse, troppo giovani! Napoli si ricorda d'essere città universitaria, questi gli studenti. Ecce homo! Siamo tra gli alternativi, proprio alle porte del Laboratorio Okkupato. Ci metto poco ad accorgermi che ormai da troppo non sono più come loro. Non ci dividono solo eoni anagrafici. Ma ere geologiche di esperienza. E seppure a me sembrano ancora ragazzini quanto me, ai loro occhi sono un adulto dall'aria sospetta. Guardo Patrizio, in cappotto di loden e sciarpa. Patrizio guarda me, barba e capelli lunghi e giacca di pelle. Cazzo. Sembriamo due sbirri!
(continua...)
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Del nuovo anno...
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martedė, 01 gennaio 2008 08:50 |
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All is quiet on New Year's Day, A world in white gets underway, And I want to be with you, Be with you night and day. Nothing changes on New Year's Day. I will be with you again. I will be with you again.
Under a blood-red sky A crowd has gathered in black and white. Arms entwined, the chosen few, Newspapers say, it says it's true. And we can break through, though torn in two we can be one. I will begin again, I will begin again. Oh and maybe the time is right, Oh maybe tonight. I will be with you again. I will be with you again.
(U2)
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La danza di tutti i perdenti
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lunedė, 31 dicembre 2007 18:20 |
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CDLXXIX
-La danza di tutti i perdenti-
Gli sbadigli della settima sera
Sono quello che resta della nostra Era
Guelfo giaciglio la sottana di Eva
Guascone cipiglio che Adamo metteva
S’inerpica per conflitti restii
L’ultimo abbraccio degli ultimi addii
Resta, ancora un po’, qui con me
Ho ancora un sogno da raccontare
Desidero avere un calice di giada
Lo stesso nel quale Cristo indugiava
Mentre Giuda s’allontanava di gran lena
Ed il pianto bagnava la Maddalena
Per quanto ancora dovremo ascoltare
Le filastrocche da sopra l’altare?
Cedono i tendini, cola il mio naso
Sfila pure la tua veste di raso
Adornami con fiori e preghiere indecenti
Danzano per me tutti i perdenti
Amami adesso portami in gloria
Volterai la pagina e finirà la storia
Sussulto sul letto impietrito di morte
Questo è il mio pensiero questa è la mia sorte
Ghirlande di fiori mi cingono la fronte
Miraggio incantato di un Dio mastodonte
Se questa è la mia lancia e questo è il mio scudo
Questo è lo stagno nel quale mi illudo
Chiudo gli occhi, resta in silenzio
Adesso aspetta, sereno il viandante
Affoga nel vino e nell’assenzio
Questa è la storia del Dio adorante
Germoglio dorato di rugiada imperlato
Racconterai la storia che adesso hai imparato
Accosta l’orecchio, vicino ai miei denti
Ballerai la danza di tutti i perdenti
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Hanno parlato 3 denti di squalo |

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Mama
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sabato, 29 dicembre 2007 07:45 |
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I can't see you, mama But I can hardly wait Oh to touch and to feel you, mama Oh, I just can't keep away In the heat and the steam of the city Ooh, it's got me running and I just can't brake So say you'll help me, mama 'Cause it's getting so hard, ooh
Now I can't keep you, mama But I know you're always there You listen, you teach me, mama And I know inside you care So get down, down here beside me Ooh, you ain't going nowhere No, I won't hurt you, mama But it's getting so hard, ooh
Ha ha ha, ha ha ha, awh Ha ha ha, ha ha ha, awh
Can't you see me here, mama, Mama, mama, mama, please? Can't you feel my heart? Can't you feel my heart? Can't you feel my heart, ooh? Now listen to me, mama Mama, mama You're taking away my last chance Don't take it away ! Can't you feel my heart?
ha ha ha,ha ha ha awh
It's hot, too hot for me, mama But I can hardly wait My eyes, they're burning, mama And I can feel my body shake Don't stop! Don't stop me, mama Ooh, make the pain, make it go away, hey No, I won't hurt you, mama But it's getting so hard, ooh
Now I can't see you, mama But I know you're always there You taunt, you tease me, mama But I never, never, never can keep away It's the heat and the steam of the city Ooh, got me running and I just can't brake So stay, don't leave me, mama 'Cause it's getting so hard, ooh
Don't go, no no don't go No no no, don't go... No, don't let me go, don't go
(Genesis, 1983)
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